Associazione Culturale di Storia della Medicina Campana


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Sviluppo

L'Istituto BdN

Di lì a poco l'epopea napoleonica esercitò i suoi effetti anche nel meridione d'Italia tra i gesti economicamente forti del novello Re di Napoli, il francese Giuseppe Bonaparte e del suo successore, Gioacchino Murat, vi fu il procedere ad un ulteriore accorpamento degli Istituti di credito partenopei. Nacquero in rapida sequenza il Banco di Corte ed il Banco dei Privati, finalmente fusi nel 1809 nel Banco delle Due Sicilie. Quest'ultimo, infine, dopo l'unità d'Italia fu ribattezzato Banco di Napoli ed iniziò ad assumere un ruolo determinante non solo nello sviluppo del Sud, ma dell'intera nazione: fu, ad esempio, Istituto di emissioni dall'unità al 1926, si espanse con sedi proprie in tutta Italia ed anche, in seguito, al grande fenomeno migratorio di tanti italiani verso le due Americhe, a New York, Chicago e Buenos Aires (fu la prima banca del paese a quotare il dollaro in Italia).

In occasione di calamità naturali che flaggellarono la penisola (eruzione del Vesuvio nel 1906, terremoto di Messina del 1908), l'Istituto fu in prima fila nel sostegno alle popolazioni colpite. Un passaggio focale nella sua storia fu, nel 1926, la trrasformazione in Istituto di Credito di Diritto Pubblico. Dopo il secondo conflitto mondiale, poi, il Banco di Napoli fu tra i baricentri della ricostruzione e della ripresa economico/culturale, a Napoli innanzitutto: tra le tappe decisive la parte sostenuta nella riedificazione del quartiere dei Guantai nuovi, nella nascita (1967) dell'Alfa Sud di Pomigliano, nei finanziamenti al Teatro San carlo, al teatro Mercadante ed all'Orchestra sinfonica A. Scarlatti.

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